Domenico Vigliarolo. Carta dell'Europa Occidentale.

Due cartografi calabresi:
Domenico Vigliarolo e Cola di Briatico
 

di Roberto Almagià
(1950)


Alcuni anni addietro pubblicai una breve nota sul cartografo calabrese Domenico Vigliarolo di Stilo, dando un elenco delle carte da lui eseguite - tutte carte nautiche - che finora si conoscono, e riproducendo, per saggio, la carta dell'Europa occidentale contenuta in un atlantino oggi in possesso della Hispanic Society of America1. Segnalavo in quella nota che le carte del Vigliarolo recano date comprese fra il 1577 e il 1589 e risultano eseguite a Palermo o a Napoli2, ma che si avevano notizie di una sua permanenza in Spagna, dove per qualche tempo aveva occupato la carica di cosmografo di Sua Maestà, ispanizzando il suo nome nella forma Domingo de Villaroel.
Ho potuto in seguito procurarmi la fotografia della carta - la quarta dell'elenco su citato - posseduta dalla Biblioteca Nazionale di Berlino, che credo opportuno riprodurre qui, sia perchè agli studiosi è oggi difficile esaminare l'originale, sia soprattutto perchè si presta a darci una idea dello stile e del tipo delle carte del nostro autore. La carta occupa un'intera pergamena di mm. 370x660 circa; ma nella dimensione maggiore quasi 10 cm. sono rappresentati dal collo, che reca un'immagine di Cristo sulla Croce con la Madonna ai piedi e al margine la scritta: <<Presbiter Dominicus Vigliarolus Calaber stilensis - me fecit in inclita urbe Neapoli 1590>>. La data 1590 - e non 1580 - mi pare si legga con sicurezza: questa sarebbe pertanto l'ultima opera del Vigliarolo della quale si conosca con certezza la data, perchè sull'Atlante in possesso della Hispanic Society non pare vi sia data. La nostra carta è miniata con grande profusione di colori: ha una rosa centrale in Italia e 16 rose periferiche, delle quali tre verso il margine superiore e cinque verso l'inferiore, dove c'era più spazio, conformate a rosoni e miniate a colori. Lungo i margini superiore e inferiore vi sono le scale; a sinistra su una linea prossima al collo, la graduazione delle latitudini: un grado di latitudine sembra corrispondere a 65 miglia della scala.
Rispetto alla carta dell'Europa occidentale, riprodotta nell'articolo precedente, la presente appare molto inferiore per il disegno della Scandinavia e del Golfo di Botnia, migliore invece per l'Irlanda, la Bretagna ed anche per la Penisola Iberica, ridotta a proporzioni meno esagerate in senso ovest-est.
Ma ciò che soprattutto caratterizza la carta qui riprodotta è la profusione e la vistosità degli elementi decorativi: teste con gote soffianti (immagini di venti), grandi figure di sovrani, animali veri o fantastici, stemmi e bandiere, e inoltre figurazioni di città: Valentia, Barzelona, Paris, Genoa, Venetia, Ragosa, Costantinopolis, Vienna, Trebisonda, Macrì, Hierusalem, Alexandria, Il Cairo, Talomeca (sic), Tripoli, Tunisi, Alger, Cairoano, Costantina, Trimisina e qualche altra.
Per questi elementi la carta si avvicina alquanto a taluni ben noti prodotti, del resto assai mediocri, degli Olives (Domingo e Bartolomé) e dei più tardi Majolo3. Ma le maggiori analogie, per l'intero contenuto, si constatano con una carta anonima proveniente dal Museo Borgiano e ora conservata nella Biblioteca Vaticana4. Questa abbraccia un'area un pò più vasta (al lembo superiore sinistro vi è rappresentata l'Islanda), ma è sostanzialmente identica per tutto il disegno costiero (con qualche diversità solo per l'Italia) ed anche per la toponomastica. Se per alcune divergenze, soprattutto nello stile del disegno, nelle scale e nella decorazione, l'anonima borgiana non può essere attribuita allo stesso Vigliarolo, rappresenta tuttavia certamente un prodotto  della medesima scuola.

* * *

Sul Vigliarolo e in particolare sul suo soggiorno in Spagna, ho trovato qualche altra notizia in un libro poco conosciuto di J. Pulido Rubio sui piloti della Casa de la Contractacion di Siviglia nel secolo XVI5. Egli pubblica anzitutto (pagine 270-71) un memoriale del Vigliarolo (Villaroel) in data 1593, dal quale risulta la conferma che costui era venuto dall'Italia a Siviglia nel 1582 e che era stato a servizio della Casa in Siviglia occupato ad eseguire carte nautiche (perchè, dice il Vigliarolo, dopo la morte di Sancho Gutierrez avvenuta nel 1578, non vi era più alcuno capace di farle !) ma non aveva ricevuto alcuno stipendio per quattro anni fino al 1586, allorchè era stato nominato Cosmografo della Casa, pur senza ricevere regolarmente gli emolumenti convenuti6. Questo è anzi il motivo delle lagnanze espresse nel Memoriale, cui il sovrano dette soddisfazione.
Altre notizie riguardano le contese con un altro pilota della Casa, Rodrigo Zamorano, contese delle quali si è fatto cenno nel precedente articolo. Nel 1588 il Vigliarolo, allegando le sue precarie condizioni di salute, lascia Siviglia e fa ritorno a Napoli, senza chieder licenza, tanto che con una cedola reale del 23 febbraio 1590 si ordina che gli siano sospesi gli stipendi fino che non sia accertata la vera causa del suo allontanamento. Ma nello stesso anno il Vigliarolo torna in Spagna a attacca ancora una volta lo Zamorano accusandolo di delineare carte contenenti gravi errori, come risulta da un memoriale presentato personalmente a Madrid. La polemica continua con vibranti proteste dello Zamorano e altre accuse del suo avversario; ma entrambi sono mantenuti al servizio della Casa, sino al 1596. Nell'autunno di questo anno il Vigliarolo lascia la Spagna, anche questa volta senza permesso, e si reca a Bordeaux. Delle gravi accuse mossegli dallo Zamorano per questa sua pretesa fuga, fu fatto già parola7. Il Vigliarolo non fece più ritorno in Spagna; a Bordeaux visse presso un mercante fiorentino, ricevendone buon trattamento. Ma della sua permanenza e attività nella città francese non si hanno altre notizie; ogni ricerca in proposito è riuscita finora infruttuosa.

* * *

La seconda delle tre carte di Cola di Bratico che rappresenta il bacino del Mediterraneo.
Sulla parte destra in basso, sotto la rosa che cade nell'attuale Siria,
è visibile la frase che contiene il nome dell'autore.

Mentre il Vigliarolo, che non esercitò dunque la sua attività in Calabria, può ascriversi a quel gruppo di tardi cartografi attivi nel Regno di Napoli, cui appartengono alcuni degli Oliva, dei Martines ecc., calabrese è l'unico cartografo che l'Italia meridionale ci abbia dato prima del Cinquecento. E' un Cola di Briatico, del quale del resto null'altro si conosce all'infuori del nome apposto ad un atlantino di tre carte nautiche attualmente conservato nella Biblioteca Comunale di Siena. Era corsa voce che il prezioso cimelio, già da tempo segnalato, fosse andato perduto in seguito ai recenti avvenimenti bellici; ma per fortuna esso è stato preservato, e recentemente ho potuto ottenere buone fotografie di tutte e tre le carte, delineate a colori su pergamena. Esse misurano circa mm. 260x415. La prima comprende le coste atlantiche dell'Europa dalla Danimarca (quivi il primo nome è y. sante) al cauo de buxi(dor) sulla costa africana, con le Isole Britanniche, l'is. Brazil, le Azzorre, Madera e le Canarie; inoltre la Francia e l'intera penisola iberica. La seconda comprende tutto il resto del Mediterraneo; è alla stessa scala della prima, alla quale si riattacca. La terza carta rappresenta, a scala maggiore, il Mar Nero. La seconda carta, che qui si riproduce, reca presso il lembo inferiore, a destra, la scritta: <<in 1430 cholla di briatico lla ficet>>.


Paricolare dell'immagine precedente con la firma di Cola di Briatico

Come già osservava L'Uzielli8, i caratteri delle tre carte sono identici e perciò tutte e tre sono da ascriversi al medesimo autore; del resto in prodotti simili è frequente che una carta sola sia firmata; anche la divisione dell'area delineata, quale si ha nel nostro Atlantino è molto comune.
Le carte sono di pretto tipo nautico con toponomastica limitata escusivamente alle coste e alle isole e con le caratteristiche linee di direzione, irradianti da rose che non hanno alcuna ornamentazione. Manca qualsiasi elemento decorativo, ad eccezione di tre vistose figurazioni di città, Paris, Marochom e altra senza nome in Africa, probabilmente Orano. La scelta di queste tre località sembra fatta a caso e c'insegna in ogni modo che la presenza di alcune piuttosto che di altre figurazioni analoghe in carte congeneri, non fornisce indizi attendibili sulla nazionalità delle carte: le carte del presente atlante si indicherebbero senza alcuna esitazione come italiane, anche se non vi fosse inscritto il nome dell'autore.
Tra le carte italiane all'incirca sincrone, le più vicine sono quelle del notissimo atlante nautico di Andrea Bianco, conservato nella Marciana di Venezia9. Tra le analogie più evidenti, il taglio netto della costa settentrionale della Gran Bretagna, la figura dell'Irlanda, il disegno di tutte le isole, vere o fantastiche, dell'Atlantico, tutto il disegno delle coste iberiche, dell'Africa settentrionale ecc., della Sicilia, del Peloponneso, delle isole Egee ecc. Alquanto diversa è invece anche la figura dell'Italia, più svelta nella carta di Cola di Briatico, e diverse anche la Sardegna, la Corsica e Creta.
Notevoli differenze vi sono poi nella toponomastica10. Questa è ricchissima anche nelle carte di Cola e con forme sempre italiane11. Singolare è la mancanza del nome Genova. Anche Venezia manca, ma qui c'è uno spazio vuoto destinato forse ad una scritturazione più vistoda del nome. Questo, e qualche altro indizio, potrebbero far ritenere che le carte non fossero del tutto finite.
Dove Cola di Briatico eseguì le sue carte? Nella mancanza di qualsiasi notizia biografica, nulla può dirsi di sicuro; ma ch'egli sia comunque da avvicinarsi alla tradizione cartografica veneziana del secolo XV, risulta in complesso probabile.
 

NOTE
1  ALMAGIA' R., Un cartografo e cosmografo calabrese: Domenico Vigliarolo di Stilo; in <<Arch. Storico per la Calabria e la Lucania>>, 1942, pagg. 221-28.
2  L'Atlante di sette carte, che figura come ultimo nell'elenco dato nella mia nota precedente, è di data incerta.
3  Vedi ad es. la carta di Domingo Olives del 1569 riprodotta in NORDENSKJOLD, Periplus, tav. XXIX, quelle di Bartolomé Olives del 1550-52 e di Jaume Olives del 1566 riprodotte in STEVENSON Facsimiles of Portolan charts belonging to the Hispanic Society of America. New York, 1916, tav. VII, IX e X, quella di Baldassarre Majolo del 1605 riprodotta ancora dallo STEVENSON, tav. XVI ecc.
4  E' riprodotta nella Tav. XLVI dei miei Monumenta cartographica Vaticana, vol. I.
5  PULIDO RUBIO IOSE', El piloto mayor de la Casa de Contratacion de Sevilla; Pilotos mayores del siglo XVI, Sevilla, 1923.
6  Da un altro documento menzionato dal RUBIO (Op. cit., pagina 181) si rileva che la nomina avvenne con cedola reale de 7 ottobre 1586.
7  Per tutto ciò vedi RUBIO, Op. cit., pagg. 185-201. Lo Zamorano fu sospeso dalla carica di pilota nel novembre 1596, ma riassunto nell'aprile 1598.
8  UZIELLI G., Mappamondi, carte nautiche, portolani, ecc., Roma, 1882, pag. 65.
9  L'atlante è interamente riprodotto nella nota Raccolta Ongania. Quattro carte anche in NORDENSKJOLD Periplus. Tav. XX-XXI. Cfr. anche KRETSCHMER, Die italienische Portulane des Mittelatters, Berlino, 1909, pagg. 130-31.
10 Segnalo che l'isola di forma rotonda ad ovest dell'Irlanda, che Bianco denomina Y.a de Brazil, è in Cola insula de mam, mentre insola de brazilli è il nome di un'altra isola fantastica più a sud, di forma semilunare, che Bianco chiama Y.a de uentura.
11 Come in genere nelle carte nautiche, i nomi delle località costiere più importanti sono in rosso, le altre in nero.