Gian Maria Volontè (9 apr. 1933 - 6 dic. 1994)

GIAN MARIA VOLONTE',

Il migliore attore del mondo

 

di Salvatore Libertino

 


La tenda in piazza di S. Libertino


Natale 1970. Sono a Roma, appena sbarcato dalla Sardegna dove faccio servizio da tenente alla Base missilistica di Perdadefogu. Aspettando di mettermi sul treno serale che mi porterà a Tropea, mi vengo a trovare, dopo vari giri, in Piazza di Spagna con la mia cinepresa otto.

In questo periodo a Roma ci sono molte fabbriche occupate. La più grande è la Fatme, c’è poi la Coca Cola, le Camicerie Cagli e altre ancora. La piazza è animatissima perché  drappelli di operai e operaie delle aziende occupate intendono raccogliere fondi e far sentire la voce con striscioni, cartelli, percuotendo bidoni o urlando “Lavoro, lavoro…”. Tutto è controllato a vista dalla polizia bardata con equipaggiamento antisommossa: scudi, maschere, manganelli, fucili lancia fumogeni, pistole.

Sono tentato di tirare fuori dalla custodia la cinepresa ma il mio status militare mi dice che non ne vale la pena. La piazza è piena di questurini in borghese con in mano le macchine fotografiche.

Sul tetto di un furgone fermo al centro della baraonda che comincia a farsi sempre più minacciosa si erge la figura di Gian Maria Volontè dietro una cinepresa 35 millimetri che a tratti registra. Ora le urla ed i suoni non li sento più. Sono davvero incantato da quella presenza. Davanti a me c’è il migliore attore del mondo, il Rogozin dell’”Idiota” di Dostoevskji. Sei puntate televisive nel ’59 tutte d’un fiato. Allora, è stato un vero colpo di fulmine. E poi tutti gli altri lavori che ne seguirono me lo hanno fatto amare sempre di più. Da “Al cuore Ramon!”, ai Fratelli Cervi, Indagine, Lussu, Mattei, Levi, Sciascia, Sacco, Bruno, Luciano, Ricci, Moro….Un incanto! E ancora il teatro… il suo teatro!

Sfodero la cinepresa e inizio a riprendere un po’ tutto e specialmente lui. Ora ne vale la pena. Cerco di tenermi lontano dalla mischia, alle spalle dei questurini in borghese che circondano la zona calda. Lui scende dal furgone, gira intorno, fa interviste, riprende attraverso l’operatore che, avvinghiandolo con le braccia, accompagna dove e come vuole.

E’ più forte di me. Mi avvicino timidamente sempre di più nella zona proibita sfiorando gli scudi dei poliziotti insistentemente sulla sua scia. Mi accorgo più volte attraverso il mirino che mi guarda, forse incuriosito della mia insistenza. Sono l’unico, dopo di lui, in piazza ad avere una cinepresa in mano. Addirittura delle volte ci scontriamo. Mi tengo più in là, ma gli sono inevitabilmente vicino, attaccato. E nel trambusto lui quasi ad alta voce mi dice “Vieni con me c’è Luchino Visconti”. Lo seguo. Visconti parla e offre 50.000 lire. Poi mi aggiunge: “Vieni, stai dietro di me. Ora comincia il bello”.

Il questore indossa la fascia tricolore. Si sente già la tromba. E’ il segnale della carica. La prima, la seconda, la terza… Lo seguo. Ora è come se mi trovassi in mezzo alla guerra. La manifestazione si fa sempre più pesante in un crescendo rossiniano. Non capisco perchè gli altri fuggono e io rimango là imperterrito a filmare. L’oggetto della disputa è una tenda che gli operai vogliono montare per avere una base di appoggio e poter raccogliere qualche fondo per la comunità occupante. Dall’altra parte c’è la polizia che lo impedisce nel modo più cattivo. Allora si vede questo tendone ondeggiare pericolosamente da un bordo all'altro della piazza. C’è un ferito. Lo soccorre lo stesso Volontè. La polizia cerca di far sfollare gli operai dalla piazza. Volontè viene fermato e la cinepresa sequestrata. Lo portano via. Nascondo alla svelta nella custodia la mia e a questo punto mi allontano. Più tardi leggo su ‘Paese sera’ che la manifestazione continua domani mattina. Decido di non partire. Domani voglio ritornare in piazza.

Il giorno dopo al mio arrivo la tenda è già montata con la scritta ‘Fabbrica Occupata’, la gente offre qualcosa, anche panettoni fiori e cassette natalizie. C’è Nanni Loy. Il clima è più sereno. C’è lui, senza cinepresa. Mi avvicino. Gli stringo la mano. Gli chiedo spudoratamente che se vuole può prendersi il mio filmato. Mi ringrazia e mi dice che è tutto a posto, gli è stata ridata l’attrezzatura che non ha subito alcun danno. Lo saluto, ringraziandolo molto per la gentile disponibilità del giorno prima, dopo avergli ribadito con la mano sul cuore che è il migliore attore del mondo. Lui sorride. Le ultime riprese e poi mi avvio verso la stazione Termini.

Dopo diversi anni vengo a sapere che l’attore migliore del mondo nel 1971 ha fatto un film in 35 millimetri “La tenda in piazza”, ora introvabile. In un’intervista dichiara “...è venuto fuori perché in quel periodo c’erano le fabbriche occupate dai lavoratori qui a Roma e avevano pensato per il Natale, non ricordo di quale anno, di piantare una tenda in piazza di Spagna per raccogliere la solidarietà dei cittadini. Abbiamo seguito alcune assemblee nelle fabbriche occupate e la preparazione e l’organizzazione di questa iniziativa. Poi, al momento di metterla su, ci sono stati scontri con la polizia che voleva vietarla, e noi abbiamo registrato e documentato tutto….” 

 Nell'enunciato, il film, della durata di 62’, racconta la lotta di operaie e operai delle varie fabbriche occupate attraverso montaggio alternato di interviste, allestimento di un tendone in Piazza di Spagna per una manifestazione di protesta, scontri con le forze dell’ordine. La regia è di Gian Maria Volontè, La fotografia di Paolo D’Ottavi. Il fonico è Francesco Venier. L’elettricista Enzo Rocchi.

Un film che avevo già visto accanto all’attore migliore del mondo. La morte lo colse in Grecia sul set cinematografico del suo ultimo lavoro. Un infarto. E da allora il ricordo di quell’incontro si fa sempre più struggente.


La storia su Macondo di 'Calabria Ora' (7/5/2010)

 

La tenda in piazza - Regia di Gian Maria Volontè - 1971

 

IO STO CON VOLONTE'

Roma, Nuovo Cinema Palazzo
16 novembre 2012

Registrazione (riprese by Andrea Libertino) di parte della rassegna itinerante dedicata a

 Gian Maria Volonté, uno dei più grandi attori italiani, scomparso nel 1994.

Presentazione di Alessandra Magrini
Galleria foto inedite dall'archivio di Marcello Geppetti (1933--1998)
Saluto di Giovanna Gravina Volontè
Proiezione backstage, girato da Salvatore Libertino in 8 millimetri, del film di Gian Maria Volontè

 "La tenda in piazza"
Intervento di Salvatore Libertino
 


 

La tenda in piazza - Dietro le quinte del film di Gian Maria Volonté

Backstage, girato da Salvatore Libertino in 8 millimetri, del film di Gian Maria Volonté "La tenda in piazza".

 Il filmato, che si avvale di una nuova colonna sonora (commento e musiche originali)

 a cura dell'Università della Calabria - Corso di Laurea Magistrale in Linguaggi dello Spettacolo, del Cinema e dei Media - Laboratorio Audiovisivo,

è andato in onda il 6 novembre 2010 sulla Rete Televisiva di Calabria 8 nella trasmissione "La Magnifica Ossessione". 

 Il testo del commento è di Salvatore Libertino.